Il parrucchiere 2.0 …e l’antica lezione del Gattopardo.

“No vabbè… mi stanno prendendo in giro”.
Giuro che è la prima cosa che ho pensato oggi dal parrucchiere.
Mia madre stamattina, forse vedendomi provata dal solito viaggio insonne in autobus, tutta la notte da Roma alla Calabria, mi consiglia di andare dal parrucchiere e mi prende lei stessa  un appuntamento.
Ore 16,30 all’ “Istituto di Bellezza”.
Arrivo e il parrucchiere (che conosco vagamente) è ancora impegnato e mi dice:
“Mi sbrigo subito, intanto le faccio portare un caffè”… Arriva una ragazza gentilissima che mi chiede: “Signora, ma lei è già nostra cliente?”

Allora, già mi chiami “signora” e solo per questo entri di diritto nella lista delle prime dieci persone che odio di più. E poi non so, non rispondo. Forse, qualche anno fa…
“Va bene non si preoccupi, adesso vediamo che taglio fare”.
Intanto arriva un’altra ragazza con un caffè.
Mentre me lo bevo arriva la prima…e non ha il solito catalogo, no…

HA UN I-PAD.
E comincia: “Signora Tiziana Albanese, da uno a dieci quanto è soddisfatta
della sua acconciatura attuale?”.
Sorrido un po’ perplessa … Beh, se sono venuta per un taglio…
Lei mi guarda comprensiva ma con fare professionale, e mentre digita numeri e lettere sulla tavoletta: “Beh…diciamo 5… 5 e mezzo?” Ammazza, ma almeno la sufficienza!… Non l’ho mai preso un cinque, io!

Ma non finisce qui.

“Signora Tiziana Albanese, perché ha scelto proprio l’ Istituto di Bellezza?”
…Perché mia madre è impazzita, forse?
Sorrido sempre più imbarazzata.
E lei insiste: “Signora Tiziana Albanese (eccheppalle, ho capito che sai il mio nome!)… Mi dica, con un solo aggettivo: come vorrebbe uscire dal nostro Istituto di Bellezza?”
Uhmmm, fammi pensare… VIVA?!
Vorrei porre fine a questo scempio, adesso fingo uno svenimento, un principio d’infarto, la macchina in seconda fila, il compleanno di mia nonna di cui mi ero dimenticata…
Ma lei ha un lavoro da portare a termine.
Arriva l’apoteosi: “Bene, signora Tiziana Albanese, adesso apriamo le carte…”
Ma perché, dobbiamo farci una briscola prima di passare allo shampoo?!
Invece sfiora l’I-PAD e mi mostra tutta una serie di foto di tagli di capelli…
“Questo è il suo ovale, ora componiamo il taglio come meglio preferisce”…
…No, adesso esagera davvero.

E dopo tutto questo, vi chiederete, come sarà andata poi col parrucchiere?
Ve lo dico subito.
Dopo un normalissimo shampoo (“Mettiamo la crema, signora?…così li curiamo,
li nutriamo… li AMMORBIDIAMO…”), arriva un normalissimo parrucchiere che mi dice:
“Beh, io alleggerirei solo un po’ il suo taglio, dando una spuntatina…”

Insomma, ho esattamente lo stesso taglio che avevo prima.

Ergo: “BISOGNA CHE TUTTI CAMBI, PERCHÈ TUTTO RESTI COM’ È”

…Con buona pace del Gattopardo!

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"Padrona di niente, schiava di nessuno"
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