“Agora”

Tornando a casa ieri sera, dopo essere stata al cinema, ho sentito il dovere morale di scrivere ai miei amici una mail per invitarli ad andare a vedere il film Agora.
Già quando è stato presentato al Festival di Cannes fuori concorso, lo scorso anno, questo film ha creato non poco sconcerto. La pellicola, girata da un dei registi più apprezzati del momento, il cileno-spagnolo Alejandro Amenàbar (che ha diretto film comeThe OthersMare Dentro), racconta la storia di Ipazia di Alessandria, filosofa neoplatonica e martire pagana, vissuta nella città egiziana sul finire del IV sec d.C., nell’epoca in cui il cristianesimo, dopo la conversione dell’imperatore Teodosio, stava diffondendosi in tutte le terre dell’Impero.

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Sì, leggere è di moda sempre!

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Io tocco la tua bocca…

Tocco la tua bocca, con un dito tocco l’orlo della tua bocca, la sto disegnando come se uscisse dalle mie mani, come se per la prima volta la tua bocca si schiudesse, e mi basta chiudere gli occhi per disfare tutto e ricominciare, ogni volta faccio nascere la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna in volto, una bocca scelta fra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sul tuo volto, e che per un caso che non cerco di capire coincide con la tua bocca che sorride sotto quella che la mia mano ti disegna.

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Metafisica dei tubi

Da che età cominciano i vostri ricordi? I miei dai tre anni. Per l’esattezza il mio primo ricordo ha la forma di uno zoccolo di legno, di quelli estivi, che vola attraverso il giardino di casa per venirsi a piazzare al centro della mia fronte. Certo, il mio primo ricordo avrebbe potuto essere anche l’ultimo, se il lancio fosse stato più “convinto” o se mia madre non fosse corsa subito in mio aiuto. E poi ho memoria del pianto per il dolore e dello sguardo colpevole e dispiaciuto di mio fratello. Tre anni io, sei lui, quel giorno stabilimmo i ruoli: lui sarebbe stato quello buono, io quella furba. Infatti era stato il mio atteggiamento da piccola dittatrice, durante la nostra giornata di giochi, a fargli perdere il controllo e a spingerlo infine a quel gesto esasperato, col risultato che lui era diventato un piccolo delinquente ed io la povera vittima. Ma vai a vedere dove sta la verità… sono 30 anni che la cerchiamo! Mia madre e mio padre mi hanno messo “al” mondo, mio fratello mi ha messo “nel” mondo: infatti, non si può negare che l’essere umano “nasce”, per sé stesso, quando comincia a percepire di esserci, nel mondo. Io cominciai ad esserci, per me stessa, dal giorno di quell’incidente.

Forse sto divagando: questa non è la mia biografia, bensì una recensione de Metafisica dei tubi della scrittrice belga Amélie Nothomb.Ma è proprio è il romanzo in questione che induce alla divagazioni.

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La libertà…

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Quando il mare riporta i ricordi…

E la chiamano estate… questi pochi giorni all’anno di vacanze in cui si concentrano il bisogno di riposo, la voglia di ritrovare gli affetti e gli amici di sempre e forse anche la possibilità di divertirsi un po’. Più passano gli anni e più le ferie diminuiscono, inversamente proporzionali all’aumento degli impegni e delle preoccupazioni, ed anche quest’anno mi sembra che siano finite prima del tempo.
Così, questa è già l’ultima sera che trascorro con i miei amici, nel solito bar sul lungomare del mio paese. Ci scambiamo i saluti di rito, con molti ci rivedremo solo la prossima estate, sempre che la turnazione delle ferie ci faccia ricapitare tutti insieme nello stesso periodo a Bovalino.

Una serata tranquilla, musica dal vivo, tante risate, tra aneddoti e ricordi divertenti del passato, e tanti brindisi per salutare la bella stagione che finisce.

È quasi l’alba quando mi avvio verso casa. Appena metto in moto la macchina l’autoradio parte in automatico. Il cd è sempre lo stesso, da qualche tempo: Vol.1, opera prima di Dario Brunori e del suo gruppo, la “Piccola Impresa” Brunori Sas, una delle poche vere novità del panorama musicale italiano degli ultimi anni. Continua a leggere

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Metrosessuale = fare sesso in un metro!


Se pensi che tutto il mondo sia sotto il tuo culo caro mio controlla
bene che magari è un illusione ottica. Realtà aumentata. Prova a fare
una foto con l’autoscatto. 5. 4. 3. 2. 1. Fai la faccina e guarda come
sei messo. Cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda. Due sono le
cose, o siamo innovatori o adattatori precoci. O come dice una mia
amica femminista sessista crudista tuttista: la missione è non
scomparire. Se lo dici tu. A volte non ci restano che quei bassi
slabbrati e tanto veleno. A sangue freddo, ma ancora vivo. Il culto
della paranoia invernale non lo capirò mai, tanto più ora che anche
l’influenza è un talent show, se la inventano a tavolino, ce la
presentano, la celebrano poi arriva e indovina un po’ chi la piglia in
culo? Curiamoci fuori dalle farmacie, abbracciati come fossimo un
portafoglio. Il nostro patrimonio è tutto in quel metro quadro di
sesso.

(da Rock.it – Ascoltaediffondi)

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