…semplicemente Ascanio.

 
…e finalmente l’ho visto. Con difficoltà, con fastidio e con tanta rabbia. Ma anche con gratitudine.
 
Avevo comprato il DVD "Parole Sante" non so più nemmeno io quanto tempo fa. Ma ogni volta rinviavo il momento di vederlo. Sapevo che mi avrebbe fatto un certo effetto, e volevo evitarlo…già non è un periodo "splendido", non volevo aggiungere…come dire…carne al fuoco!…
Ma oggi ho fatto un bel respiro profondo e finalmente ho preso il DVD, ho tolto il cellophane e l’ho inserito nel mio portatile…e già dai primi fotogrammi ho sentito un piccolo fastidio alla bocca dello stomaco…che è diventato dolore, che è diventata nausea, che è diventata rabbia.
 
Rabbia e senso di frustrazione incontenebile…Ascoltavo parole e vedevo immagini che parlavano, alla fin fine, del mio quotidiano…e non potevo credere, e non posso credere che se non ci fosse stato Celestini e la sua voglia di raccontare il mondo per com’è veramente, nessuno forse mai si sarebbe interessato alla storia dei precari del call center Atesia, e mi sono meravigliata di come questa storia non abbia avuto un effetto oserei dire"bomba" nel nostro Paese…cioè, almeno per i cinque minuti mi sono meravigliata…poi ho ripensato un attimo a tutto quello che ho visto e vissuto da quando mi sono laureata e ho cercato il mio "posto al sole", e allora ho capito che nn c’è proprio niente di cui meravigliarsi.
L’Italia è una Repubblica (precaria) fondata sul lavoro (precario, of course).
Precariamente lavoratori ma stabilmente sodomizzati dal sistema in cui siamo finiti senza ancora capire come.
 
Guardando il docu-film di Celestini, ho pensato che ci ha fregato il disimpegno. Quello ereditato dai post-sessantottini che ci hanno generato e che, ad un certo punto, direi sul più bello, hanno smesso di credere che "un altro mondo è possibile", come si diceva un tempo, e dal "contestare" sono passati all’ "accettare".
 Laisser faire, lassair passer …dall’universalismo delle idee alla globalizzazione del consumo il passo è stato breve, e accompagnato da mille ed uno oggetti che ci hanno aiutato a sopportare con meno dolore questa dolente trasformazione. E chi è venuto dopo, che poteva fare…il mondo adesso si muove  dieci volte più velocemente di ieri, e non sempre evolvendosi e migliorandosi. E pochi si accorgono della degenarazione. Come se ne sono accorti Maurizio, Cecilia, Savatore, Beppe, Jimmy…e tutti gli altri ragazzi del Collettivo Precari Atesia. Eroi della Patria, se in questo Paese avessimo davvero chiaro i concetti di patria e di eroismo. Esempi di una generazione messa nel tritacarne da una concatenazione di pregresse scelte economiche, sociali e politiche a dir poco disastrose, non operate da noi ma di cui noi siamo le prime vittime…lassair faire, lassair passer…Ma…"Ma noi non siamo mica il Titanic, non affonderemo cantando", dice Maurizio alla fine…e mi sento di aggiungere con Ascanio "PAROLE SANTE!"…
 
Un documentario da vedere…per non doverlo vivere.
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"Padrona di niente, schiava di nessuno"
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