La sconosciuta

Ogni  volta che vedo un film di  Tornatore provo una sensazione di malinconia profonda…è un regista, un narratore, che ha sempre saputo emozionarmi e commuovermi…Quindi, con "La sconosciuta" sono andata "a colpo sicuro"…ben disposta, diciamo così…
 
Ma stavolta è andato oltre ogni aspettativa…Un film intenso, straziante, che ti lancia in un vortice di forte emozioni, dalla prima all’ultima scena…una storia tremenda, che fa male…sono uscita dal cinema con un forte dolore allo stomaco e il cuore a mille…Merito senza dubbio del regista…ma anche degli attori, e soprattutto della protagonista, l’attrice russa Ksenya Rappoport, e di Clara Dossena, la bambina bravissiva che ha interpretato il suo ruolo in maniera magistrale…
 
Tanti i temi affrontati in questo film, a metà strada tra la denuncia del mercato del sesso e il racconto di cosa può arrivare a fare una donna cui hanno tolto tutto: la sua dignità di donna e di essere umano, l’amore del suo uomo, e soprattutto il grande dono di essere madre…Tutto questa spinge la giovane ucraina Irena, a raggiungere Trieste, a cercare lavoro in città…ma nn un lavoro qualsiasi…un lavoro in un certo quartiere, in un certo condominio, in una certa casa…Da qui in poi, la storia si dipana seguendo un zizagante percorso, tra passato e presente…l’occhio di Tornatore getta il suo sguardo, drammaticamente lucido, in un vortice di orrore e vergogna, e in questo trascina lo spettatore…a metà film ho pensato di alzarmi e andarmene, tante era forte la tensione!…senza dubbio il merito va anche alla colonna sonora e alla fotografia…
 
Tra gli attori, ancora una volta mi colpisce Placido, che nn so perchè, ma quando si tratta di intepretatare il ruolo del "bastardo" riesce a dare il meglio di sè…un plauso anche alla coppia Gerini/Favino.
 
La scena che nn dimentico è il  saluto tra Irena e la piccola quando lei sta per essere portata in carcere…"Quando nn sai con chi prendertela-dice Irena per spronare la bimba a reagire anche se ha perso la madre e ora le stanno portando via anche la sua "tata"-prenditela con il primo che passa;ma nn prendertela mai con te stessa":il rispetto per se stessi, la difesta della propria dignità, e l’amore per la vita, prima di ogni cosa. Questo è per me il messaggio più forte che lancia questo bellissimo  film..ASSOLUTAMENTE DA VEDERE!
 
 
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"Padrona di niente, schiava di nessuno"
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