Kevin Barbieux…

 
 
Ho trovato quest’articolo girando in rete e mi sembrato molto interessante per me e per chi come me condivide questa passione per i blog…
 
 

Kevin Barbieux: senzatetto, ma con un Weblog

 

 

ARTICOLO DI: Simona Petaccia

 

ABBATTERE IL CLICHÉ DEL BARBONE IGNORANTE CON UN BLOG: È LA LOTTA PRIVATA DI UN CLOCHARD CHE, GRAZIE AL WEB, SI È TRASFORMATO IN UNA STAR.

 

Il fenomeno dei Weblog ha invaso la Rete. Si tratta di realizzarsi il proprio sito Web su un argomento specifico da aggiornare regolarmente, grazie a testi personali o spediti da altri navigatori. In sostanza, una via di mezzo tra il diario e il giornalismo. Il barbone Kevin lo ha scoperto e, tra le sfumature di grigio in cui vive da più di vent’anni, è diventato un vero punto di riferimento per la comunità homeless attraverso questo modo inedito di fare Internet.

___ COS’È UN BLOG? ___
In “Blog è una parolaccia?”, A. Ascari spiega: «Blog è la contrazione di due parole: “Web” e “Log”. (…) Il verbo “To log” significa registrare fatti nel giornale di bordo. Un diario, insomma, un diario operativo ma in definitiva sempre un diario. (…) Partendo da se stessi, i blogger (cioè: chi scrive blog) costruiscono un insieme interattivo che vive di messaggi, link, opinioni, emozioni. Si scrivono annotazioni, appunti, sensazioni fugaci, un fatto accaduto, un incontro e tutto questo è registrato sul proprio blog automaticamente con un clik corredato di data e ora registrata in calce a futura memoria».
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Kevin Barbieux ha 42 anni ed è un homeless da 21. Ha deciso di diventare un blogger quando da San Diego si è trasferito a Nashville. Le biblioteche sono calamite per i senzatetto poiché possono trascorrervi le ore al caldo, in compagnia di una piacevole lettura «e – scrive sul blog –, grazie a Bill Gates (quando il governo iniziò a parlare di “Anti-Trust”, il vecchio Bill divenne immediatamente caritatevole, donando computer alle librerie pubbliche di tutta la nazione), ho imparato ciò che so sui computer in biblioteca». È, infatti, proprio dalla libreria pubblica che gestisce quotidianamente un sito Web ( http://www.thehomelessguy.blogspot.com/ ) che conta su circa 19.000 visite al mese e che attrae internauti interessati a conoscere perché si diviene clochard, in che modo si sopravvive senza un alloggio o cosa succede per le vie della metropoli nel cuore della notte. Lui consuma le sue ore di luce in biblioteca e la sera si sistema su un marciapiede o, quando fa troppo freddo, in una fondazione per senzatetto. «Quando persi la casa era l’inverno del 1982 – racconta Kevin -, avevo appena 21 anni e davvero non avevo idea di come gestire me stesso e il mio mondo. Gli ultimi 21 anni sono stati una battaglia continua, cercando di aggrapparmi a ciò che chiunque altro considera la vita normale. Io non sono mai stato in grado di adattarmi al “normale”. E non sono mai riuscito ad adattarmi alla nostra società, che peraltro dubito sia vicina alla normalità in qualsiasi luogo. Recentemente, ho scoperto alcune delle cause dei miei problemi e sto sforzandomi di superarle come posso». Il suo sogno è di scrivere un libro e, soprattutto, creare un centro di accoglienza per chi vive in strada, al fine di risistemarsi e ricominciare ad abitare in un appartamento in cui gli sia consentito ricevere le visite dei suoi figli.

___ QUANTI BLOG ESISTONO NEL WEB___
Secondo l’Online Journalism Review, l’oltre mezzo milione di Weblog attivi ha un’audience di 150 milioni di lettori in USA e di quasi mezzo miliardo nel mondo. In Italia, i blog sono già migliaia, recensiti da oltre un anno da “Bloggando.com”, il sito che si autodefinisce “la più completa guida al pianeta Weblog per gli italiani”.
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Nell’articolo “The Homeless Guy, blog di un senzatetto”, I. Roncaglia commenta: «Al posto dell’immagine del “barbone maleodorante”, Barbieux ama presentarsi in Rete come una persona pulita, spiritualmente profonda, con una passione per i sigari e un’avversione per le droghe. Intellettuale dai gusti raffinati (…), Barbieux riempie i suoi interventi di citazioni (…) e dà spazio agli eventi culturali della città, (…) raccontando anche della gioia di poter assistere a un concerto di musica classica grazie a un biglietto avuto in regalo. (…) Il suo blog sta dimostrando che “la differenza tra essere senzatetto e averne uno non è poi così sostanziale”». Kevin, infatti, scrive: «Mettere l’accento su tale aspetto può essere la miglior cosa che questo sito possa fare». I più si chiederanno a cosa servirà tutto questo. A loro si può rispondere usando le parole di G. B. Shaw: «Molti vedono le cose così come sono e si domandano il perché. Io sogno di cose che non sono mai state e mi domando perché no».

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"Padrona di niente, schiava di nessuno"
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